Immobiliare Capri MB
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Fabbricato appena ristrutturato nella più bella ed autentica del centro storico di Anacapri: Piazza Le Boffe.
L’immobile si sviluppa su due piani e ampio terrazzo panoramico in copertura con vista mare, piazza e Monte Solaro. E’ costituito da ampie sale, con accessi diretti dalla piazza, cucine, e forno a legna, diversi servizi igienici, office. Il tutto gradevolmente rifinito in sintonia con gli stili dell’architettura “arabesca” della piazza e del fabbricato stesso, già nel passato destinato a frantoio oleario, a laboratorio di ceramiche artistiche e, da ultimo, a bar e ristorante.
Superficie utile interna totale dei due livelli mq. 230 circa, terrazzo in copertura mq 80 più 15 circa, con possibilità di ottenere l’uso di spazi della piazza antistante.
Il quartiere Le Boffe può essere considerato, senza dubbio, il cuore antico di Anacapri. Le Boffe è il luogo che, più degli altri, ha serbato tracce dell’antica architettura spontanea rimanendo tappa obbligata per quanti vogliono assaporare l’antico; e gli stretti vicoli, se opportunamente interrogati, rispondono alle nostre domande rivelando segreti da tener gelosamente custoditi.
Anche se gli antichi manufatti che costituiscono l’architettura rurale mediterranea son disseminati su tutto il territorio, si può, senza ombra di dubbio, affermare che l’epicentro del fenomeno, dove, cioè, ancora oggi essi sono maggiormente visibili, è da localizzarsi a Le Boffe. Lì sono presenti case con volte a botte, a schiena d’asino, a vela e a gàveta. A Capri la volta, è stato assodato, è di chiara derivazione romana.
Il materiale impiegato era costituito da pietra calcarea locale, dalla pozzolana rossa e dalla calce. Per la realizzazione dell’astrico battuto, cioè il rivestimento delle volte con la caratteristica malta, ecco la descrizione di Edwin Cerio, colui che meglio di tutti ha saputo coniugare ambiente e architettura arricchendo Capri di eccellenti opere (basta ricordare, per Anacapri, Il Rosaio a Fraita): “Il processo di questa tecnica è semplicissimo: sulla volta formata in muratura ordinaria, si dispone uno strato di 15 o 20 cm. di lapillo vulcanico, inzuppato nel latte di calce. Una squadra di operai incomincia il lavoro di battitura che dura tre giorni, normalmente servendosi della mazzoccola, una grossa spatola di legno, con la faccia inferiore piana ed i lati foggiati ad angolo acuto. Nella prima giornata, la battitura si compie con la faccia piana della mazzoccola, nella seconda giornata si batte di taglio e nella terza di nuovo con la faccia piatta, fino a che la superficie battuta non diventi perfettamente liscia. Durante tutto il tempo che viene eseguita la battitura, la copertura viene continuamente inzuppata di latte di calce. Ad opera compiuta lo spessore deve ridursi di circa un terzo della grossezza originaria; irrigata convenientemente, la volta si ricopre di terra, erba, fieno o paglia, perché asciughi lentamente”.
A questo punto bisogna precisare che cosa si intendeva, nei secoli scorsi, per “casa”. E il concetto era ben diverso a seconda del grado di povertà o di agiatezza di chi doveva realizzare un’abitazione per sé e per la famiglia. I meno abbienti definivano “casa” un manufatto costituito da due ambienti: la camera da letto e la cucina; il servizio, in genere, era allocato all’esterno. La maggior parte delle case era a un solo piano. Chi poteva permetterselo (specie il grosso proprietario terriero), aveva le stanze principali al primo piano a cui si arrivava tramite una scala esterna poggiata su un arco rampante. A piano terra c’erano cantine, stalle e servizi. Prima di elevare i muri si pensava a ricavare, nel sottosuolo, la cisterna per raccogliere l’acqua piovana sperando che essa bastasse fino alle prime piogge autunnali. Alle piantine di pomodori, ortaggio resistente, si dava l’acqua solo appena piantate: poi riuscivano ad andare avanti da sole. A Le Boffe si riscontra, ancora oggi, la più ricca concentrazione di case a botte e a padiglione (gàveta).
Tratto dal Libro "Le Boffe - Centro Antico di Anacapri" G.Verbena